Impianto sperimentale

Impianto Sperimentale

Il progetto prevede un impianto pilota per il trattamento termico e l’inertizzazione di Rifiuti Contenenti Amianto (RCA), che intende sviluppare una tecnologia brevettata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’amianto e i materiali che lo contengono possono infatti essere convertiti in altre sostanze non pericolose modificando la loro struttura chimico-fisica in modo da eliminare completamente le fibre, causa di pericolosità per la salute umana. Questa trasformazione può essere effettuata sottoponendo il materiale a temperature elevate (> 900°C).

L’impianto sperimentale di inertizzazione si basa su un trattamento termico tramite microonde che prevede il riscaldamento dei RCA fino alla temperatura di fusione, con successiva vetrificazione (cioè inertizzazione completa), che assicura la totale assenza di fibre di amianto al termine del procedimento.

Il materiale che uscirà dall’impianto sperimentale sarà dunque completamente inerte e non pericoloso, e durante il periodo della sperimentazione, verrà studiato e cautelativamente collocato nella adiacente discarica.

Se rispondente alle caratteristiche attese e se autorizzato dagli Enti preposti quel materiale prodotto potrebbe essere utilizzato  come materiale tecnico la costruzione di opere interne della discarica stessa. Questo consentirebbe un risparmio di materie prime in totale sicurezza oltre che una riduzione dell’impiatto ambientale. L’obiettivo della sperimentazione è quello di assicurare la totale inertizzazione dell’amianto e precedere quindi, in caso di conferma dei risultati auspicati, alla realizzazione di un impianto su scala industriale, capace di trattare una più elevata quantità di amianto.

È importante sottolineare come questo impianto sarebbe il primo in Italia per il trattamento termico dell’amianto. Per vedere un’applicazione funzionante si segnala il processo INERTAM, in Francia, in cui l’amianto viene trattato termicamente per vetrificazione con una torcia al plasma.

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Impianto inertizzazione amianto

AMIANTO

AMIANTO

L’amianto è ancora molto presente in Italia: l’Osservatorio Nazionale Amianto stima la presenza su territorio nazionale di oltre 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto da bonificare.
Questa sostanza rappresenta quindi ancora un grave pericolo per la salute di cittadini e lavoratori, e diventa indispensabile accelerare le opere di bonifica e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento e smaltimento.

 

RICERCA

RICERCA

La necessità di rendere completamente innocue le fibre di amianto è oggetto di numerose ricerche.
Unirecuperi ha deciso di realizzare un impianto pilota utilizzando una tecnologia a microonde brevettata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in grado di rendere completamente inerti le fibre di amianto.

 

 

ECONOMIA CIRCOLARE

ECONOMIA CIRCOLARE

Il recupero di materia è uno dei principi cardine dei nuovi paradigmi nella gestione dei rifiuti. Anche sostanze come l’amianto possono essere trattate per diventare, una volta rese in maniera inequivocabile non pericolose, sostanze da utilizzare per altri impieghi, come ad esempio per opere di ingegneria civile o nella costruzione di strade.

 

SICUREZZA

SICUREZZA

Il sito prescelto per la realizzazione della discarica per rifiuti non pericolosi proposta da Unìrecuperi rappresenta l’ideale localizzazione per l’impianto di inertizzazione dell’amianto. In questa fase, dopo il trattamento il materiale inerte verrà utilizzato all’interno della discarica per alcune opere e
non verrà trasportato in altre zone, riducendo in questo modo anche l’impatto dei trasporti. Gli Enti di Controllo garantiranno la sicurezza del processo attraverso un monitoraggio periodico analitico dei paramentri previsti da autorizzazione.

ECCELLENZA

ECCELLENZA

L’impianto di inertizzazione di Unirecuperi rappresenta un’eccellenza unica in Italia. Se la sperimentazione darà i risultati auspicati, la Società è disponibile a investire su un impianto di taglia maggiore, riducendo in questo modo il conferimento in discarica dell’amianto. Un primo passo verso un nuovo modo per recuperare materia anche questa tipologia di rifiuto.